Newsletter n° 7 - Dicembre 2015

La cooperazione attore di sviluppo: i buoni frutti e l'impegno futuro

Sono ormai quattro le nuove cooperative industriali sorte nella nostra regione, a partire dal 2010, da operazioni di workers buyout accompagnate da Legacoop Veneto. Ora una nuova e ulteriore sta muovendo i suoi primi passi. Percorsi virtuosi che dalla crisi di alcune aziende hanno condotto alla nascita di nuovi soggetti imprenditoriali, garantendo la salvaguardia di posti di lavoro e continuità a un patrimonio enorme di avanzato know how che non poteva essere disperso. In un ambito - quello dell’industria manifatturiera - che resta forse tra quelli più colpiti negli ultimi anni, la cooperazione ha insomma saputo fornire una risposta importante e innovativa alla crisi.

Per le quattro cooperative da tempo avviate si tratta in tutto di 46 lavoratori che hanno deciso di prendere nelle proprie mani il destino dell’azienda in crisi di cui erano dipendenti, diventando soci cooperatori; a loro oggi si aggiungono altri 16 lavoratori non soci dipendenti delle coop. Queste imprese hanno visto i soci fondatori investire la propria indennità di mobilità nella capitalizzazione delle coop (circa 769.500 euro) e hanno potuto contare su interventi del Fondo mutualistico di Legacoop, di Cooperazione Finanza Impresa e della finanziaria regionale Veneto Sviluppo - sempre in capitale di rischio - per complessivi 1.656 milioni di euro. Saranno, a regime, 87 posti di lavoro a fronte dei 200 complessivi persi per il fallimento delle aziende precedenti.

Sono risultati resi possibili da una serie di interventi normativi attuati nel corso degli anni. La combinazione di queste diverse strumentazioni, tutt’altro che semplice, ha permesso di dare ulteriore slancio anche nella nostra regione a una forma di cooperazione estremamente raffinata: quella industriale, appunto, caratterizzata da un elevato livello di investimenti in capitale e, conseguentemente, dalla presenza non solo di soci lavoratori ma anche di soci finanziatori istituzionali, che hanno tra le loro finalità proprio quella di promuovere l’imprenditorialità cooperativa.
È nato insomma un “modello di WBO veneto” riconosciuto a livello nazionale, adeguato alle dimensioni e alle tipologie imprenditoriali del Veneto e capace di valorizzare le professionalità e la forte propensione all’esportazione e all’innovazione della tradizione manifatturiera veneta: uno strumento nuovo, rispetto al ricorso agli ammortizzatori sociali, per salvare l’occupazione e allo stesso tempo creare nuova impresa.

Concludiamo questo anno con la consapevolezza di aver avuto - su questo e su altri fronti dell’economia e dell’occupazione - un ruolo importante come sistema cooperativo. È una “buona carta” da giocare con responsabilità e, al contempo, con fiducia e coraggio anche guardando al prossimo anno in arrivo.
A tutte le cooperative, a voi tutti cooperatori e ai vostri familiari, l’augurio di un Natale sereno e di un 2016 portatore di buone novità. Che ci possa trovare preparati e forti, capaci di tenere ben salde le nostre radici nel terreno di valori fondanti che ci ha visto nascere e crescere.

Adriano Rizzi, presidente Legacoop Veneto

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