27/1/2014

Da "badanti" a assistenti familiari

Il settore dei servizi di assistenza e cura a domicilio necessita di una riforma organica e completa, che non è più rinviabile: urge una ridefinizione certa e programmata da realizzarsi assieme al complesso degli attori territoriali, che integri la dimensione del sociale e della sanità, ma anche quella del lavoro. Il settore infatti apre a nuove e importanti prospettive occupazionali (specie in favore delle donne) e questo accelera il bisogno di un sistema di certificazione e garanzia sui requisiti di qualificazione richiesti ai lavoratori che forniscono queste prestazioni, considerate sempre più necessarie alla vita della nostra comunità.

 

È stato questo il filo conduttore del convegno “Da badanti a assistenti familiari: criticità e prospettive”, parte del più ampio progetto che Legacoop Veneto ha realizzato con il contributo di Venezia Opportunità (Azienda Speciale della CCIAA veneziana), che si è tenuto venerdì 24 gennaio a Marghera presso la sede di Legacoop Veneto. Dopo i saluti di Adriano Rizzi, presidente Legacoop Veneto e Alberto Capuzzo, direttore Venezia Opportunità, sono intervenuti Paola Menetti, presidente nazionale LegacoopSociali, Franco Moretto, direzione Servizi Sociali Regione Veneto, Franca Cossu, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, DPL Venezia.

 

Loris Cervato, responsabile Settore sociale Legacoop Veneto, che ha moderato il dibattito conclusivo della mattinata di lavori, ha sottolineato quanto la normazione in materia prodotta sinora dalle istituzioni competenti sia insufficiente e poco chiara, tanto più se si considera la crescita della domanda di questi servizi avvenuta negli ultimi dieci anni.

«Al centro della riflessione organizzativa dell’intero sistema di welfare cui siamo chiamati - ha detto Cervato -, il servizio domiciliare e domestico deve essere integrato con gli altri servizi sociosanitari, e con quelli della medicina di famiglia, della farmaceutica e della specialistica. Ciò da una parte permetterebbe di offrire un servizio che segua davvero la persona nella sua completezza, dall’altra contribuirebbe ad abbattere i costi pubblici legati alla residenzialità e di aumentare posti di lavoro, anche qualificato. Infine, aiuterebbe a far emergere il lavoro sommerso».

 

La cooperazione sociale può, e deve, giocare un ruolo fondamentale in questa trasformazione, ma affinché ciò avvenga occorrono leggi più chiare: «Va tracciato un confine netto fra le varie forme contrattuali utilizzabili - ha affermato Cervato -, che scongiuri per le cooperative sociali il rischio di collocarsi in situazioni di illegalità. Inoltre, dopo anni in cui l’abbattimento dei costi per le famiglie si è tradotto nella dittatura dei bandi di gara al ribasso, chiediamo una riforma che riconosca e valorizzi il patrimonio di competenze e valori costruito dalla cooperazione sociale negli ultimi quarant’anni. Specie in quest’ultimo periodo di forte crisi, le nostre imprese hanno svolto con responsabilità e professionalità un’importante funzione pubblica sul territorio, contribuendo in maniera decisiva a mantenere la coesione sociale nelle nostre comunità».

 

In occasione del convegno è stata distribuita ai partecipanti la guida “Assistenza domiciliare e lavoro di cura domestico: il contesto normativo”, realizzata dal Settore sociale di Legacoop Veneto, in collaborazione con Venezia Opportunità: una raccolta della normativa nazionale e regionale in tema di assistenza domiciliare svolta in particolare da operatrici domestiche o, come comunemente vengono chiamate, badanti. La pubblicazione si suddivide in tre parti: la prima riporta la normativa nazionale, in particolare quella che disciplina gli aspetti giuslavoristici e quelli di natura fiscale; la seconda  illustra la normativa e i provvedimenti regionali, che in parte danno attuazione alle indicazioni contenute nella norma nazionale; la terza riporta in sintesi i dati di una ricerca sull’argomento presentata a Roma a maggio dell’anno scorso e realizzata  da Censis (Centro Studi Investimenti Sociali) e  Fondazione ISMU (Iniziative e Studi sulla Multietnicità) per il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

 

È possibile richiedere la guida contattando Daniela Novelli, Ufficio RSI, all'indirizzo: daniela.novelli@legacoop.veneto.it.

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