16/12/2017

Sesto wbo Legacoop Veneto: inaugurata ufficialmente la Cooperativa Fonderia Dante da ex lavoratori Ferroli

Al via ufficialmente oggi l’attività della nuova Cooperativa Fonderia Dante di San Bonifacio (Verona), workers buyout nato dalla volontà di 62 ex dipendenti Ferroli della fonderia e del reparto assemblaggio caldaie a basamento in ghisa, altrimenti destinati alla disoccupazione, facenti parte della storica multinazionale termomeccanica pesantemente colpita dalla crisi. Grazie alla loro determinazione e al loro coraggio, i lavoratori hanno così messo in salvo posti di lavoro ma anche competenze, know how e imprenditorialità e al contempo contribuito a sostenere il distretto territoriale della termomeccanica.

È stato un momento importante per i soci fondatori, i lavoratori e le loro famiglie, celebrato insieme ai clienti, i fornitori e il territorio tutto. Intervenuti i rappresentanti dei diversi soggetti coinvolti nell’operazione di workers buyout, per raccontare il percorso di questi mesi e gli obiettivi futuri dell’impresa. Accanto alla voce del presidente della cooperativa Gianluca Pretto, quelle di Adriano Rizzi, presidente di Legacoop Veneto, Giovanni Acco, in rappresentanza di Fiom Cgil Verona e Fim Cisl Verona, Elena Donazzan, assessore all’Istruzione, alla Formazione, al Lavoro e alle Pari opportunità della Regione del Veneto, Giampaolo Provoli, sindaco del Comune di San Bonifacio, Mauro Lusetti, presidente nazionale di Legacoop e Coopfond spa, Mauro Frangi, presidente di Cfi-Cooperazione Finanza Impresa e Cooperfidi Italia.

 

Destinata alla chiusura dalla nuova proprietà Ferroli, la fonderia ora riavviata (www.cfdcasting.it) produce caldaie a basamento, radiatori e dischi freno in ghisa e occupa 69 persone (di cui 62 soci lavoratori), tutti residenti nel territorio e nei comuni limitrofi.

In soli sette anni, quella di Cfd è la sesta operazione di “workers buyout” supportata nella nostra regione da Legacoop Veneto: si tratta della più importante a livello regionale e di una tra le più significative a livello nazionale per numero di soci lavoratori iniziali. La complessa operazione di rilancio ha visto lavorare in sinergia tutti gli attori: insieme a Legacoop, le istituzioni, a partire dalla Regione Veneto, i sindacati (Fim Cisl e Fiom Cgil di Verona), e il sistema finanziario e creditizio cooperativo.

 

LA STORIA IN BREVE

La grave situazione per i lavoratori della fonderia e del reparto assemblaggio in un contesto di crisi della Ferroli, fattosi nel frattempo sempre più pesante, appare senza via di scampo nel luglio 2016, quando è presentato il nuovo piano industriale di Ferroli spa che ne prevede la chiusura. Nel giro di pochi mesi, matura da parte di sindacati e lavoratori l’idea della cooperativa, e mentre da un lato si avviano le trattative con Ferroli per un accordo sul contratto dʼaffitto dʼazienda con diritto di prelazione allʼacquisto (che giunge a settembre), dallʼaltro si cerca Legacoop Veneto - che nel frattempo ha al proprio attivo l’accompagnamento di altre cinque operazioni simili -, e si lavora insieme all’analisi di fattibilità e all’elaborazione di un piano strategico di riconversione in cooperativa. È il 25 luglio 2017 quando 62 lavoratori firmano l’atto costitutivo della Cfd, a settembre il riavvio della produzione.

Alla nuova cooperativa Ferroli concede gli impianti in affitto per sei anni.

 

LE RISORSE E LA FASE DI STARTUP

A sostenere finanziariamente la rinascita in cooperativa anzitutto la quota importante di capitale conferito dai soci tramite anticipo della propria indennità di disoccupazione (Naspi), per un importo che attualmente supera i 780mila euro e a breve toccherà gli oltre 900mila euro. A questi si aggiungerà anche l’intervento del sistema finanziario e creditizio cooperativo attraverso Coopfond (fondo mutualistico di Legacoop), per 275mila euro e Cfi-Cooperazione Finanza Impresa per 500mila euro. Sostengono l’operazione anche Cassa Rurale e Artigiana di Brendola credito cooperativo e Banca Etica, garantendo l’operatività finanziaria con 1,5milioni di euro. Nella fase iniziale di startup di Cfd è giunto il sostegno solidale da parte di Legacoop Veneto e di Clm, importante cooperativa industriale con sede a pochi chilometri da San Bonifacio che ha festeggiato i suoi 40 anni proprio nel mese in cui Cfd ha avviato la produzione.

Oggi lo stabilimento ha una capacità produttiva di 17mila kg di ghisa all’ora, pari a circa 80mila caldaie e un milione di dischi freno l’anno. A soli tre mesi dalla ripresa della produzione, la cooperativa mostra già i primi rilevanti risultati, tanto da far prevedere una chiusura del bilancio 2017 in pareggio.

Sono in corso importanti investimenti con l’obiettivo di rendere maggiormente efficienti il processo produttivo e la sua digitalizzazione, adeguandoli alle più importanti certificazioni internazionali in modo da soddisfare i bisogni dei clienti, sia in termini di qualità che di competitività, con un occhio attento pure alla riduzione dell’impatto ambientale. Tra i mercati a cui punta Cfd, oltre a quello italiano, Est Europa, Nord Africa, e Russia.

 

 

«Certo la sfida non è stata facile da accogliere - commenta Gianluca Pretto, presidente di CFD e socio fondatore – ma i primi risultati e la risposta del mercato ci confermano che la strada intrapresa è quella giusta». «Il nostro piano industriale triennale 2017-2020 prevede 2 milioni di euro per investimenti in ricerca e sviluppo, e consapevoli dell’evoluzione dei processi tecnologici siamo in procinto di introdurre nuove macchine nel settore robotico e dell’automation». «Intitolare la nostra fonderia, dove prima per tanti anni abbiamo lavorato come dipendenti, alla memoria di Dante Ferroli, lungimirante fondatore dell’omonima azienda, per noi significa raccoglierne con orgoglio il testimone, con uno sguardo, come è stato sempre il suo, rivolto all’innovazione».

 

«Questa sesta operazione di wbo accompagnata dall’organizzazione dimostra ancora una volta l’importante funzione anticrisi svolta dal sistema cooperativo a beneficio del territorio, in termini sia occupazionali che economici e produttivi» spiega Adriano Rizzi, presidente Legacoop Veneto, che aggiunge: «La nostra associazione si conferma così un’eccellenza per il suo modello vincente di workers buyout (wbo), vero e proprio strumento di politica industriale che in particolare per questo preciso settore interviene a salvare un pezzo significativo di economia del territorio». Le cooperative industriali nate da “workers buyout” e seguite da Legacoop Veneto dal 2010 ad oggi sono D&C Modelleria e Cooperativa Lavoratori Zanardi nel Padovano, Kuni Sc nel Rodigino, Sportarredo Group Sc e Berti Scl nel Veneziano.

 

«Quando abbiamo iniziato a seguire la crisi dell’azienda Ferroli sembrava non ci potessero essere più speranze e invece l’attaccamento a questa realtà da parte di alcuni suoi lavoratori ha ridato vita alla fonderia diventando così soci lavoratori» afferma Elena Donazzan assessore all’Istruzione, alla Formazione, al Lavoro e alle Pari opportunità, Regione del Veneto, che prosegue: «L’hanno voluta ribattezzare Fonderia Dante a indicare quale attaccamento e rispetto questi operai hanno per la storia di quella che fu una delle più grandi imprese della termomeccanica italiana».

 

«Ogni storia di workers buyout testimonia che ci sono ancora tante persone disposte a rischiare in proprio, a scommettere sulle proprie capacità e competenze per costruire un futuro per sé e la propria comunità – evidenzia Mauro Lusetti, presidente di Legacoop nazionale. E quando le persone si mettono in gioco in prima persona è fondamentale far sentire loro il sostegno, l’appartenenza a un gruppo: questo è il senso vero dell’essere parte del sistema cooperativo, specie in giorni difficili come questi. Unire le forze ha consentito loro di non lasciare che le energie fossero disperse. Questa funzione la cooperazione l’ha mantenuta grazie ai propri valori, quelli che hanno orientato le nostre scelte nella crisi, facendo sì che negli anni più bui abbiamo continuato a creare nuovi posti di lavoro, aumentando l’occupazione».

 

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